Una primavera da vignaiolo… Bella la vita!

Giugno 05, 2019

Che fortunato lui, il vignaiolo, sempre in mezzo alla natura, rilassato a lavorare nel suo vigneto, tra uccellini e fiori di campo, accarezzato dal vento e baciato dal sole, che ogni goccia di sudore versato è una gioia raccolta.

Mah… se la vivranno davvero così? 

L’estate è ormai iniziata da qualche giorno però non ne abbiamo ancora avuto l’impressione vera e propria: da una parte abbiamo vissuto uno dei Maggio più freddi e piovosi degli ultimi trent’anni, dall’altra questo Giugno fresco e nuvoloso, con temperature un po’ inferiori alla media stagionale ci ha lasciato un po’ perplessi. 

Se per noi i problemi sono stati quelli di non essere riusciti ad arrivare all’inizio dell’estate con una tintarella adatta alla stagione, per la vite e i vignaioli la faccenda è ben diversa. 

Marzo: un caldo boia! Sembrava che l’estate dovesse scoppiare da un momento all’altro. Le piante queste cose le sentono, non è che stiano a ragionare, se fa caldo quelle si mettono in moto ed iniziano a riattivare tutti i sistemi del caso, a risvegliarsi dal periodo di riposo invernale, e quest’anno lo hanno fatto con un po’ di anticipo. Quindi il famoso “pianto della vite” ha avuto presto inizio, le prime foglioline non hanno tardato ad arrivare ed i germogli piano piano fanno capolino (germogliamento). Fin qui tutto bene. Ma mettetevi nei panni di un produttore, che sa bene quanto sia delicato questo momento e se lo vede esplodere in faccia decisamente in  anticipo, magari in un periodo in cui le gelate sono più che normali, mica bello no? Senza parlare del fatto che per tutto il mese, oltretutto, ha piovuto veramente poco, portando tutti a temere per  le riserve idriche estive.

Aprile: se Marzo non è stato pazzerello ci ha pensato Aprile a farne le veci, alternando giornate di caldo tropicale ad altre da maglione e piumino. Qui la situazione è stata un po’ meno fortunata perché qualcuno le grandinate le ha prese e le piante ne portano i segni, questo le rende più vulnerabili sia alle condizioni climatiche sfavorevoli che all’attacco di malattie o parassiti. In questo periodo, oltretutto, la vite ha anche il brutto vizio di dar vita ai primi “grappolini” che poi si trasformeranno in fiori (prefioritura del grappolo), famosi per non essere così amici della grandine. Ah per inciso, piogge sempre scarse!

Maggio: carichi? Dai che solitamente questo è il mese del primo sole vero, i primi pranzi all’aperto, i primi giretti in moto della stagione (chiaramente non per il vignaiolo… lui ha da fare!). Per la vite questo è il momento dei primi bagni di sole come Dio comanda, che, insieme ad un terreno ricco di acqua accumulata durante l’inverno, dovrebbero concedere alla pianta di sparare fortissimo in vegetazione, mettendo su dei bellissimi fiori che poi daranno i loro frutti pronti a maturare dalla metà di Giugno in poi, per il resto l’estate. E invece acqua, acqua e acqua! Acqua, freddo e vento; beh, perlomeno abbiamo fatto il pieno, il problema delle risorse idriche è risolto. D’altronde cosa cambia se la stessa quantità di acqua cade in tre mesi o in venti giorni? Neanche rischiasse di franargli la terra sotto i piedi, al vignaiolo! Smottamenti, dilavamento del terreno e altri disastri mitologici, ma chi ci crede più nel 2019?

Insomma alla fine, nonostante tutto, le piante hanno fatto il loro dovere e sono riuscite ad arrivare alla seconda metà di Giugno senza troppe conseguenze negative. I vignaioli, beh, loro sono invece in ritardo su tutto perché con la pioggia battente in vigneto ci si va “di molto poco volentieri”.

Giugno: ecco, va beh un inizio un po’ nuvolo, si ok qualche “pioggerellina”, ma dai forse ci siamo. La stagione sembra essere davvero partita, cioè, all’inizio sembrava anticipata poi fermi tutti! E poi via! E poi rifermi! Non si sa come ma (in vigneto noi a metà giugno ci siamo stati quindi ne siamo testimoni) le piante stavano iniziando, a dispetto di tutto, il loro naturale passaggio dai fiori ai frutti (allegagione), come se non fosse successo niente, perfettamente puntuali. Certo, alcune portano ancora addosso i segni di qualche sgradita grandinata ma nel complesso, almeno qui nei Colli di Luni, per adesso è andata bene.

Qualcuno dice che l’inizio di questa stagione ricorda un po’ quello della 2017, ma noi non diamo retta ai corvacci e restiamo positivi!

Per quanto riguarda i viticoltori sappiamo bene che è un lavoraccio, duro e faticoso, ma anche ricco di soddisfazione, certo; spesso però non è chiaro quanto possa essere anche stressante sentirsi ogni anno in completa balia degli elementi, inermi di fronte alla lotteria delle stagioni. 

E il cambiamento climatico? No, lasciamo perdere, di questo ne parliamo, magari più seriamente, un’altra volta!

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