Santa Caterina

Via Santa Caterina, 6, 19038, Sarzana (SP)

L’azienda

Santa Caterina è una bella realtà agricola nella prima collina appena sopra l’ospedale di Sarzana, subito dietro la Chiesa di Santa Caterina da cui prende il nome. L’intero terreno è proprietà della famiglia di Andrea Kihlgren da diverse generazioni e, prima che lui fondasse Santa Caterina, l’azienda portava il nome di sua madre, e vi si produceva un po’ di tutto, dagli ortaggi all’uva fino all’olio di oliva, prima con l’aiuto di mezzadri e poi, successivamente, di operai.
Con l’avanzare del tempo la vecchia azienda diventava un costo per la famiglia, che chiese ad Andrea, l’unico dei tre fratelli interessato a questa realtà, di valutare le sorti.

Andrea Kihlgren

con il suo background di studi in filosofia, inizia a prendere in mano i terreni e, un po’ come autodidatta, un po’ grazie all’aiuto dei contadini storici, si avvia verso il nuovo mestiere di viticoltore.
In poco tempo vengono abbandonate tutte le colture in favore di quelle della vite e dell’olivo e, piano piano, Santa Caterina prende la forma attuale.

http://santacaterina-sarzana.it/index.php/it/

Santa Caterina

Via Santa Caterina, 6, 19038, Sarzana (SP)
http://santacaterina-sarzana.it/index.php/it/

L’azienda

Santa Caterina è una bella realtà agricola nella prima collina appena sopra l’ospedale di Sarzana, subito dietro la Chiesa di Santa Caterina da cui prende il nome. L’intero terreno è proprietà della famiglia di Andrea Kihlgren da diverse generazioni e, prima che lui fondasse Santa Caterina, l’azienda portava il nome di sua madre, e vi si produceva un po’ di tutto, dagli ortaggi all’uva fino all’olio di oliva, prima con l’aiuto di mezzadri e poi, successivamente, di operai.
Con l’avanzare del tempo la vecchia azienda diventava un costo per la famiglia, che chiese ad Andrea, l’unico dei tre fratelli interessato a questa realtà, di valutare le sorti.

Andrea Kihlgren

con il suo background di studi in filosofia, inizia a prendere in mano i terreni e, un po’ come autodidatta, un po’ grazie all’aiuto dei contadini storici, si avvia verso il nuovo mestiere di viticoltore.
In poco tempo vengono abbandonate tutte le colture in favore di quelle della vite e dell’olivo e, piano piano, Santa Caterina prende la forma attuale.

In Vigna

Fin dall’inizio Andrea ha percepito la necessità personale di un cambio di passo rispetto ai suoi i tempi: erano periodi in cui le campagne venivano abbandonate dai giovani in favore di altri lavori; nel frattempo l’industria chimica rivolta all’agricoltura iniziava il suo periodo d’oro, con nuovi prodotti di sintesi agricoli ed enologici che si susseguivano in una corsa alla tecnica e al miglioramento produttivo.
La volontà di rimanere più vicino alla terra e ai suoi ritmi si fa via via una necessità personale, un vero e proprio bisogno interiore che spinge Andrea ad una conduzione dei terreni dapprima biologica, poi biodinamica; al fine di riservarsi la possibilità (secondo propria coscienza) di utilizzare qualsiasi tipo di prodotto reputato valido e rispettoso della propria filosofia, l’azienda non è mai stata certificata, rimanendo in questo modo libera dalle filiere di prodotti bio.

Santa Caterina

lavora su 11 ettari di cui 7 coltivati a vite: 4,5 nei dintorni della proprietà, proprio sopra la chiesa, dove i terreni sono di colore rosso, fortemente argillosi e difficili da lavorare; 2,5 ettari sono divisi tra le zone di Giucaro e Ghiarietolo su terreni più ciottolosi di origine alluvionale.
I suoli, soprattutto quelli più compatti, vengono lavorati con semine, sovesci e operazioni di dissodamento, allo scopo di restituire una miglior ossigenazione alle radici delle viti.

L’uva

maggiormente coltivata è il vermentino, dalla quale si ottengono quattro etichette di vino, il resto è rappresentato da albarola, sauvignon bianco, friulano, merlot, canaiolo (merla), ciliegiolo e sangiovese.

In Cantina

A seconda delle differenti caratteristiche delle uve, provenienti da parcelle con terreni ed esposizioni diverse l’una dall’atra, si cerca di operare con molteplici metodi di vinificazione e affinamento, allo scopo valorizzare tutte le caratteristiche delle uve.

In cantina

a Santa Caterina ogni grappolo segue un percorso a seconda del vino che se ne otterrà: alcuni saranno diraspati, altri pigiati interi, alcuni appassiranno ed altri rimarranno per lungo tempo a contatto con il mosto.
Tutte le vinificazioni vengono svolte da lieviti indigeni e le fermentazioni possono avvenire sia in acciaio che in orci di grès, mentre per gli affinamenti, oltre al grès e all’acciaio si usano anche dei tonneaux.
Quasi tutti i vini sono nati come esperimento, per curiosità, frutto di prove e riprove alla ricerca del miglior modo di valorizzare ciò che è stato prodotto in vigneto.

In Cantina

A seconda delle differenti caratteristiche delle uve, provenienti da parcelle con terreni ed esposizioni diverse l’una dall’atra, si cerca di operare con molteplici metodi di vinificazione e affinamento, allo scopo valorizzare tutte le caratteristiche delle uve.

In cantina

a Santa Caterina ogni grappolo segue un percorso a seconda del vino che se ne otterrà: alcuni saranno diraspati, altri pigiati interi, alcuni appassiranno ed altri rimarranno per lungo tempo a contatto con il mosto.
Tutte le vinificazioni vengono svolte da lieviti indigeni e le fermentazioni possono avvenire sia in acciaio che in orci di grès, mentre per gli affinamenti, oltre al grès e all’acciaio si usano anche dei tonneaux.
Quasi tutti i vini sono nati come esperimento, per curiosità, frutto di prove e riprove alla ricerca del miglior modo di valorizzare ciò che è stato prodotto in vigneto.

I Vini da Santa Caterina

Nome del Vino:

Poggio al Bosco Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

100% albarola

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in tini di acciaio. Fermentazione macerativa con follature e bagnature del cappello

Affinamento:

Affinamento di un anno in orci di grès

Nome del Vino:

Giuncaro Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

70% Friulano; 30% sauvignon blanc

Lavorazione:

Pressatura soffice di uve intere Vinificazione in bianco

Affinamento:

Affinamento in acciaio sulle fecce

Nome del Vino:

Colli di Luni Vermentino Doc

I Vitigni:

100% vermentino

Lavorazione:

Pressatura soffice di uve intere Vinificazione in bianco in acciaio

Affinamento:

Affinamento in acciaio sulle fecce fini fino a primavera

Nome del Vino:

Poggi Alti Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

100% vermentino

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in tini di acciaio Fermentazione macerativa con follature e bagnature del cappello

Affinamento:

Affinamento di un anno sulle fecce fini in parte in acciaio in parte in orci di grès

Nome del Vino:

LM Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

100% vermentino

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in orci di grès Fermentazione macerativa molto lunga con follature

Affinamento:

Affinamento sulle bucce in orci di grès fino a primavera Sfecciatura e affinamento in grès fino a fine estate Travaso in acciaio per l’imbottigliamento

Nome del Vino:

Etichetta BIanca Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

80% merlot; 20% ciliegiolo

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in tini di acciaio Vinificazione in acciaio con follature e rimontaggi

Affinamento:

Affinamento in acciaio di circa un anno

Nome del Vino:

Ghiarétolo Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

100% merlot

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in tini di acciaio Vinificazione in acciaio con follature e rimontaggi

Affinamento:

Affinamento in tonneaux da 350 l di circa un anno

Nome del Vino:

Vigna Chiusa Igt Liguria di Levante

I Vitigni:

80% merla (canaiolo); 20% sangiovese

Lavorazione:

Le uve vengono diraspate e trasferite per caduta in tini di acciaio Vinificazione in acciaio con follature e rimontaggi

Affinamento:

Affinamento in orci di grès di circa un anno

Nome del Vino:

Passito

I Vitigni:

100% merla (canaiolo)

Lavorazione:

Appassimento naturale in cassetta di circa un mese Vinificazione in un piccolo tino di acciaio e pigiatura coi piedi Dopo quindici giorni circa dall’inizio della fermentazione si procede alla svinatura e successiva pigiatura.

Affinamento:

Finisce la fermentazione lentamente in vasche d’acciaio o in damigiane (questa fase piò durare fino a 2 anni)

Santa Caterina si trova qui

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