Tenuta Marchini, un’azienda tutta familiare
Tenuta Marchini, un’azienda tutta familiare
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date_range ago 24, 2019
person_outline Michelangelo Tesconi

La storia della Tenuta Marchini inizia nel lontano 1749 con l’arrivo nella zona di Caprognano, piccolissimo borgo in provincia di Massa Carrara, di un pellegrino di nome Marchini (avo degli attuali proprietari) che pose in sito le fondamenta della casa in cui oggi sorge la vera e propria Tenuta, dove Francesca e Sara Aliboni si occupano rispettivamente della cantina e del piccolo agriturismo.

  La storia della Tenuta Marchini inizia nel lontano 1749 con l’arrivo nella zona di Caprognano, piccolissimo borgo in provincia di Massa Carrara, di un pellegrino di nome Marchini (avo degli attuali proprietari) che pose in sito le fondamenta della casa in cui oggi sorge la vera e propria Tenuta, dove Francesca e Sara Aliboni si occupano rispettivamente della cantina e del piccolo agriturismo.

La passione per il vino ed il vigneto viene trasmessa a Francesca dal nonno materno, che produceva il suo vino e lo vendeva sfuso. Il passaggio generazionale si è svolto poi in modo netto, quasi a farlo apposta, il nonno muore il giorno in cui sua nipote si laurea in enologia, lasciandole appena il tempo per un saluto, un  “brava!” che Francesca ricorda con tenerezza ed orgoglio.

L’azienda vera e propria nasce quindi per volere di Francesca, che decide di dedicarla al nonno chiamandola Tenuta Marchini. I primi imbottigliamenti sono del 2012 e di ogni annata ne viene sempre conservata qualche bottiglia per tipologia, per poter capire l’evoluzione dei vini negli anni.

Oltre alla produzione di vino l’azienda produce ed imbottiglia anche olio extra vergine di oliva, inoltre una piccola parte dei terreni viene dedicata alla produzione di verdura, poi utilizzata nel piccolo agriturismo, Cà Vidé, dove Sara cucina i propri piatti a base di soli prodotti locali  in un contesto strettamente familiare.“Famiglia” è la parola più importante a Tenuta Marchini, lo si capisce non appena si varca la soglia della cantina o di Cà Vidé, dai nomi dei vini: Vidé e Gioà, dedicati rispettivamente a nonna Videa ed al bis-nonno Giovanni; Maranto, fusione di Mario e Antonella, la mamma ed il papà; l’etichetta di Ribella, il vino dedicato ai figli, è stata disegnata dal bimbo di Francesca, e raffigura la pancia della mamma con dentro i suoi due piccoli. Anche solo nel sorriso e nello sguardo di Francesca si intuisce quanto sia profondo il legame tra la sua terra, le sue vigne, la casa... insomma la sua famiglia.

VIGNETI e UVE 

L’uva coltivata principalmente è il vermentino, accompagnata da un po’ di canaiolo ed un po’ di merlot.

In vigna il lavoro è tutto manuale e viene svolto nel modo più naturale possibile, senza uso di diserbanti o di prodotti sistemici. L’unico aiuto che viene dato alle piante è rame e zolfo, che vengono distribuiti con grande attenzione in base alle necessità stagionali. 

Particolarità dell’azienda è quella di vendemmiare le uve bianche durante la notte, al fine di portare in cantina un’uva con una temperatura più bassa in modo da preservare tutti gli aromi primari del vermentino.

Il terreno vitato è di circa due ettari disposto su due vigneti, uno in Liguria nella zona di Caprignano, e l’altro in Toscana, di fronte alla tenuta, in località Caprognano. Tuttavia tra di loro distano solo una manciata di chilometri

  • Il vigneto di Caprignano si sviluppa per gran parte su terrazzamenti e ha un’esposizione ad ovest pieno, il terreno è simile all’altro però qui le viti vengono allevate a pergolato. 

  • Il Vigneto di Caprognano si sviluppa su diverse terrazze molto grandi con esposizione sud ovest ad una altezza di 230 metri circa. Il terreno è prevalentemente argilloso e molto compatto, le viti sono quelle più vecchie ed alcune raggiungono anche i cinquanta - sessanta anni, tutte  allevate a guyot

CANTINA 

Anche nella piccola cantina si lavora in modo più naturale possibile, ad esempio evitando l’uso di lieviti selezionati per ottenere così un prodotto più personale. Come in vigneto anche qui le lavorazioni vengono svolte manualmente, anche la pigiatura (torchiatura in questo caso) che viene effettuata con il vecchio torchio del nonno. 

L’idea aziendale è quella di un approccio artigiano e familiare, senza però accantonare uno studio ed un controllo rigoroso di tutte le fasi di lavorazione. Tutti i vini fermentano in acciaio a temperatura controllata; Maranto, il rosso più strutturato affina poi per un anno in botti di rovere da 5 hl 

I VINI

  • Vidé vermentino Doc. Colli di Luni: è il primo vino dell’azienda, dedicato a nonna Videa

100%vermentino

Fermentazione in acciaio a temperatura controllata per mezzo di lieviti indigeni

Un giorno di macerazione sulle bucce a temperatura controllata 

12,5%VOL

4000 bottiglie prodotte 

  • Ribella vermentino Doc Colli di Luni: ultimo vino creato da Francesca e dedicato ai suoi figli

100% vermentino 

Fermentazione in acciaio a temperatura controllata per mezzo di lieviti indigeni

Sette giorni di macerazione sulle bucce a temperatura controllata 

13% VOL

800 bottiglie prodotte

  • Gioà rosso IGT Toscana: vino rosso fresco e semplice dedicato al bis-nonno Giovanni

45% merlot, 45% canaiolo, 10% tra altre uve a bacca rossa presenti nei vigneti

Fermentazione in acciaio a temperatura controllata per mezzo di lieviti indigeni

Affinamento in acciaio 

13% VOL

900 bottiglie prodotte 

  • Maranto rosso IGT Toscana: vino rosso strutturato dedicato alla mamma e al papà. 

45% merlot, 45% canaiolo, 10% tra altre uve a bacca rossa presenti nei vigneti

Fermentazione in acciaio a temperatura controllata per mezzo di lieviti indigeni

Affinamento per un anno in botte di rovere da 5 hl 

13% VOL

600 bottiglie prodotte 

Tutte le informazioni sopra riportate sono aggiornate all’estate 2019 

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