Albarola, una vita da gregario
Albarola, una vita da gregario
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date_range ago 10, 2019
person_outline Michelangelo Tesconi

La si riconosce facilmente dalla foglia, non tanto dal colore verde acceso quanto dalla forma  poco allungata e tondeggiante o, come dice qualcuno più romantico, a forma di cuore. 

Il grappolo è di medie dimensioni come gli acini, che sarebbero sferici ma spesso, a causa della compattezza del grappolo, prendono  una forma ellissoide (insomma sono schiacciati l’un l’altro). Questa pianta preferisce le zone di collina ben soleggiate, dove le sue uve maturano lentamente fino a settembre inoltrato.

Il vino che se ne ricava non è molto ricco di profumi, le sue doti migliori sono quelle di avere buon corpo e decisa acidità, caratteristiche che hanno reso quest’uva un’ottima spalla del il vermentino, decisamente più ricco di profumi, che ben apprezza una spinta sulla freschezza.

Infatti tutta la riviera ligure e la costa nord della Toscana sono ricche di esempi di vini nati dall’uvaggio di vermentino e albarola, magari accompagnati da un po’ di bosco da una parte, o un po’ di malvasia dall’altra (verso la Toscana, come ad esempio nel Lunense e nei Colli del Candia).

La Doc Colli di Luni però è una delle poche, insieme  alle Doc Portofino-Golfo del Tigullio e  Val Polcevera (dove l’albarola viene chiamata Bianchetta Genovese) ad avere la possibilità di produrla in purezza, riportando in etichetta il nome del vitigno.

Tuttavia, perlomeno nei Colli di Luni, sembra che questa tipologia non abbia un grande “appeal”, infatti (mi si corregga se sbaglio) l’unico produttore di Colli di Luni Albarola Doc è Cantine Lunae, e con ottimi risultati, con un vino famoso in tutta Italia per la sua semplicità, i profumi delicati e leggeri ed il suo gusto secco e rinfrescante, per nulla impegnativo.

Forse il poco interesse dei viticoltori della zona, per quel che riguarda un’albarola in purezza, può derivare dalla grande passione locale per il vermentino, che nei Colli di Luni si esprime meravigliosamente, e sempre più spesso viene vinificato in purezza; oppure dalla richiesta del mercato, più improntato su vini con un carattere aromatico più intenso.

Insomma per adesso la povera albarola, perlomeno nei Colli di Luni, si deve accontentare di un ruolo da gregario, però chissà che magari piano piano, con la sempre maggior attenzione verso i vitigni autoctoni e minori, tra qualche anno non possa vivere momenti di gloria inaspettati ed un futuro roseo da solista. In quel caso la denominazione è lì già pronta ad aspettarla!

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